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Alpignano
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mwiaAlpignano (/alpiɲˈɲano/;cite-ref-5[5] mwjgAlpignan in mwjwpiemontese) è un mwkacomune italiano di mwkq16 504 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2] della mwlgcittà metropolitana di Torino in mwlwPiemonte, mwmaconurbato nell'mwmqarea metropolitana del capoluogo piemontese.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Eventi
• Economia
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Il suo territorio si colloca tra i 280 e i mwnq370 m s.l.m. e ha una superficie destinata a parchi e giardini di mwng1,98 km². Si trova inoltre su una mwnwcatena di colline moreniche formatesi durante l'ultima mwoaglaciazione, tra i mwoq230 000 e mwog185 000 anni fa. Fino a pochi anni fa si poteva ammirare un grande mwowmasso erratico, sovrastante il Ponte Vecchio, trascinato a valle dai mwpaghiacciai che fu però fatto saltare per costruire una mwpqcentrale elettrica.
La mwqwDora Riparia divide esattamente a metà il territorio comunale. Le due frazioni erano unite da un ponticello (originario dell'epoca romana) ricostruito nel mwra1736 e largo appena 3,5 metri. Si legge in alcuni documenti che nelle "ore di punta", a mezzogiorno e alla sera, soprattutto d'estate quando i contadini rientravano coi carri agricoli, attraversare il ponte diventava un vero problema. Tale ponte, benché ristrutturato con tecniche moderne, esiste ancora oggi ed è noto con il nome di mwrqPonte Vecchio, ed unisce le due sponde del paese all'altezza del centro storico e della biblioteca comunale, all'interno della quale trova sede l'ecomuseo dedicato all'opera di mwrgAlessandro Cruto.
In epoca mwsafascista, tra il mwsq1935 ed il mwsg1936, venne portata a termine la costruzione di un secondo ponte il quale venne inaugurato, per la precisione, il giorno 3 maggio mwsw1936 con la benedizione del parroco locale e una sfilata a cui presero parte le Autorità, la popolazione cittadina e parte della popolazione dei paesi vicini. Quest'ultimo ponte è situato più ad ovest del primo, ed è noto agli alpignanesi con il nome di mwtaPonte nuovo.
Origini del nome
Il mwtwtoponimo deriva molto probabilmente dal mwuagentilizio mwuqlatino mwugAlpinius, termine collegato evidentemente con mwuwAlpes.cite-ref-6[6] La romana mwwaAlpiniarum probabilmente sorse in epoca mwwqaugustea vicina alla mwwgmutatio ad octavum, la stazione di cambio dei cavalli, lungo la ben conosciuta direttrice delle mwwwGallie che attraverso la valle della mwxaDora Riparia e per lmwxq'mwxgAlpis Matrona (mwxwMonginevro), collegava l'mwyaItalia con la mwyqGallia Narbonense e attraverso lmwyg'mwywAlpis Cotia, (mwzaMoncenisio), raggiungeva la mwzqValle dell'Arc. L'origine mwzgromana del sito è documentata da diversi reperti mwzwarcheologici venuti casualmente alla luce nell'aprile mwaa1832 nella regione San Marcello e nel mwaq1891 lungo il percorso della costruenda strada comunale per mwagPianezza.
Storia
L'epoca romana e le epigrafi
Il territorio su cui sorge Alpignano fu abitato in epoca preromana da popolazioni celto-liguri: prima dalla tribù ligure dei mwbgTaurini o Taurisci, in seguito dai Galli, infine divenne colonia romana. Durante gli scavi del mwbw1832 sono state rinvenute tombe dal pavimento in mattoni con pareti di mwcapietra lavorata a mwcqlastra e coperchi di mwcgmarmo contenenti frammenti ossei, mwcwlucerne mwdafittili, suppellettili, vasi di terra a scodella, e tre mwdqepigrafi marmoree studiate e pubblicate dal mwdgMommsen nel mwdwmweaCorpus Inscriptionum Latinarum. La più lunga e vetusta di queste riguarda il mweqmonumento funebre di Cornelia, mwegliberta di Lucio, di proprietà dell'Istituto missioni della Consolata, è esposta presso la locale biblioteca civica: le altre due sono conservate presso privati. Secondo lo storico locale, il Cupia, nel mwfa312 d.C. si verificò il primo ed importante conflitto tra gli eserciti di mwfqCostantino e mwfgMassenzio in lotta per il primato imperiale. Lo storico afferma che i mwfwCampi Taurinati, teatro della battaglia sono identificabili nel tratto di pianura a ovest della strada che unisce mwgaRivoli ad Alpignano.
Dal Medioevo in poi
Dopo il periodo romano non si hanno più notizie del luogo fino al mwgw1007, quando secondo alcuni documenti, avviene la sua cessione da parte del vescovo Gesone di mwhqTorino al conte francese Ugone di Montboissere. Nel mwhw1047, grazie ad un diploma dell'imperatore mwiaEnrico IV diretto ai mwiqcanonici del Capitolo di Torino, confermava loro una serie di diritti e privilegi, ed anche il possesso del castello con la mwigcappella e la Chiesa di Santa Maria d'oltre Dora. Nel secolo successivo il potere del vescovo di Torino si accrebbe ingerendosi anche nei possedimenti che il Capitolo vantava in Alpignano, così come è documentato in un atto del 9 giugno mwiw1170 nel quale alcuni uomini di Alpignano, Anselmo, Ottone ed Evradro, offrivano al vescovo mwjaMilone di mwjqTorino ogni loro mwjgallodio, ossia terre da loro liberamente possedute, per poi riceverle nuovamente in mwjwfeudo. Questi si impegnavano ad andare a vivere nel feudo vescovile e a costruirvi le loro case. Dal documento si evince che era il vescovo di Torino a possedere la giurisdizione sulla località.
A quel tempo altri enti mwkqecclesiastici vantavano diritti sulla località, tra i quali troviamo i potenti monaci della mwkgabbazia di San Michele della Chiusa, mwkwSan Pietro della Novalesa, l'abbazia di Rivalta e la lontana mwlqNonantola: tutti comunque ebbero possessi, privilegi e beni.
I Conti di Savoia e la loro dominazione
Tra i primi mwmavassalli dei vescovi torinesi troviamo i Di Alpignano e gli Arpino, che furono devoti al loro signore anche quando le sorti dell'mwmqepiscopato torinese iniziarono a declinare a causa dell'affermazione verso la metà del XIII secolo della dominazione dei conti di Savoia. Nel mwmg1294, mwmwAmedeo V di Savoia cedette Alpignano e i domini del mwnaPiemonte da mwnqRivoli in giù, al nipote mwngFilippo I, divenuto successivamente, per via matrimoniale, mwnwprincipe d'Acaia. Alpignano passò così sotto la dominazione del principe d'Acaia che all'inizio del XIV secolo governò il territorio con un suo rappresentante: il castellano. Il primo fu Guglielmo di Montbel, signore d'mwoqEntremont. Fino al 1º febbraio mwog1337 Alpignano fu una mwowcastellania, quando mwpaGiacomo d'Acaia investì sul luogo, assieme a mwpqSan Gillio, un discendente di Guglielmo di Montbel, a ricompensa dei servizi prestatigli.
La signoria dei Montbel durò per più di 200 anni. L'ultimo di loro, Carlo, si adoperò con forza per garantire al suo principe, il mwpwduca mwqaEmanuele Filiberto, la fedeltà del popolo nel difficilissimo periodo che vide il mwqqPiemonte occupato dagli eserciti della mwqgFrancia con il duca impegnato a combattere nelle mwqwFiandre al servizio dello zio, l'imperatore mwraCarlo V.
Dalla pace di Cateau-Cambrésis in poi
Nei primi anni del mwrwXV secolo venne eretta la parrocchia intitolata a San Martino di Tours (edificio che in seguito a numerose riduzioni è ora la cappella dei Caduti). Nel mwsa1559, Carlo di Montbel moriva privo di eredi. mwsgEmanuele Filiberto cede in feudo Alpignano assieme ai territori di mwswFrossasco e mwtaSan Secondo di Pinerolo ad mwtqAndrea Provana dei signori di mwtgLeinì, a cui è attribuibile la ricostruzione del castello, sui resti di precedenti edifici medioevali. Il Provana rafforzò il suo diritto di godere del feudo, contro ogni possibile rivendicazione da parte degli eredi degli antichi possessori, sposando mwtwCaterina Spinola vedova di Carlo di Montbel. Il mwuaProvana apparteneva a una delle più antiche, illustri e ramificate famiglie nobili piemontesi; partecipò con mwuqEmanuele Filiberto I di Savoia alla difesa di mwugNizza, attaccata dal mwuwcorsaro mwvaAruj Barbarossa nel mwvq1543, e alle guerre di mwvgCarlo V in mwvwGermania, mwwaFiandra e mwwqPiccardia. Dopo la mwwgpace di Cateau-Cambrésis ritornò in patria con il duca e organizzò una piccola marina da guerra per contrastare le incursioni dell'mwwwImpero ottomano e dei mwxaCorsari barbareschi. Il suo nome però passerà alla storia per aver partecipato, in qualità di mwxqammiraglio delle mwxggalere sabaude alla mwxwbattaglia di Lepanto nel mwya1571. In questo scontro vittorioso il Provana subì una profonda ferita alla testa, ma nonostante i postumi del colpo lo obbligassero a letto, a distanza di due giorni dal grandioso avvenimento, redasse la più lunga relazione sulla battaglia, la più importante che si conosca. Fu insignito del titolo di Cavaliere nell'mwyqOrdine del Collare e poi di Grande ammiraglio dell'mwygOrdine Mauriziano.
Morto l'ultimo erede dei mw0aProvana nel mw0q1799 (altre fonti affermano il mw0g1798), il castello passò al demanio, e venne quindi venduto dai mw0wfrancesi nel mw1a1804 all'avvocato Paroletti, interessato a demolirlo in quanto circolava nel paese la leggenda di un tesoro nascosto; il Paroletti lo cedette alla famiglia Riberi, che a sua volta, nel mw1q1944, lo cedette all'Istituto Missioni Consolata.
Nel mw1w1886 sulla riva destra della mw2aDora nasce la "Società italiana di elettricità sistema Cruto", fabbrica per la produzione di lampade elettriche con filamento in carbonio, fondata da mw2qAlessandro Cruto. L'attività legata alla produzione di lampade elettriche si ingrandì e cambiò più volte proprietà, passando prima alla Edison Clerici e poi, nel mw2g1927, alla mw2wPhilips.
Nel mw3q1957 mw3gAlberto Tallone, già libraio antiquario e stampatore a Parigi, apre ad Alpignano la stamperia Tallone dove produce, a mano, edizioni rare e pregiate di opere classiche.cite-ref-aci-7-0[7]
Simboli
Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 13 novembre 1934.cite-ref-acs-8-0[8]
«D'argento, al pino fruttifero, nodrito sulla pianura erbosa, il tutto al naturale. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 31 gennaio 1980cite-ref-acs-8-1[8], è un drappo troncato di verde e di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il Castello, la piazza, la Torre
All'ingresso del "Castello" possiamo trovare la piazza della Parrocchia, l'antica "Piazza del Ballo", centro nevralgico del borgo mw9gmedioevale, un tempo circondato da mura. Nei pressi si può trovare la "Torre", risalente al Trecento, imponente costruzione in cotto, poi adattata nel XVIII secolo a mw-acampanile. Nella cella campanaria si trovano 3 campane in Sol3, ancora manuali e suonate a corda. È presente solo l’elettrobattente sulla campana maggiore.
La parrocchiale di San Martino di Tours
L'attuale parrocchiale di San Martino di Tours è rifacimento di una chiesa del secolo precedente, venne edificata nel mw-a1695 grazie al potente influsso della mw-qConfraternita di Santa Croce, ma soltanto nel mw-g1807 fu restaurata e ampliata e convertita in parrocchia. Al suo interno sono conservate pregevoli opere artistiche, fra le quali una mw-wMadonna, opera di mwaqaStefano Maria Clemente, ed un mwaqeCrocifisso in legno del mwaqiXVIII secolo, realizzato dallo scultore mwaqmCarlo Giuseppe Plura, il mwaqqpaliotto d'altare in stuccoforte del XVIII secolo, ed altre. La chiesa è dotata di un mwaqyorgano a cannecite-ref-9[9] a mwaqstrasmissione mista, che è stato costruito nel mwaqw1903 da Achille Baldi.
La cappella di San Sebastiano
Nel borgo omonimo è situata la cappella di San Sebastiano, dedicata anche ai santi mwaq8Grato e mwaraRocco, la cui origine è antecedente il XVII secolo. Nel mware1630 durante il periodo della mwaripeste i superstiti capi famiglia di Alpignano si radunarono in questa chiesa e fecero solenne voto a nome della comunità di celebrare una serie di funzioni religiose allo scopo di liberare il paese dall'mwarmepidemia.
Le altre chiese e il Ponte Vecchio
La piccola chiesa di San Giuseppe, in stile mwarobarocco, venne edificata nel mwars1769. La cupola presenta un'evidente influenza mwarwborrominiana, ma è stilisticamente attribuibile a un architetto dell'area del mwar0Vittone.
Come testimoniato da documenti dell'XI secolo, si trova l'antichissima e piccola chiesa di Santa Maria del Ponte, nel corso del tempo più volte rimaneggiata. Venne edificata per la salvaguardia dei viandanti e si trova quasi a picco sulla mwar8Dora, nei pressi del "Ponte Vecchio", anch'esso più volte soggetto a ricostruzioni. Grazie alla sua strategica posizione fu spesso al centro di eventi bellici, come nel mwasa1690 quando venne fatto saltare per impedire all'esercito mwasefrancese di entrare ad Alpignano per poi dilagare verso Torino. Nel mwasi1936 fu costruito poco distante il "Ponte Nuovo", ad un'mwasmarcata singola, in mwasqcemento armato.
Cappella dei Caduti
La Cappella dei Caduti si trova nella piazza omonima ed è databile intorno al 1031, con l’intitolazione a San Martino e poi anche a Sant’Antonio Abate. Fino al 1868, annesso alla cappella vi era un cimitero.
L’edificio si presenta come una chiesetta in stile romanico, la cui parte più antica è rappresentata dal campanile, mentre la cappella laterale è caratterizzata da arcate a sesto acuto che poggiano su pilastri cilindrici. Dal 1925 la chiesetta è un monumento commemorativo ai caduti alpignanesi della Grande Guerra.cite-ref-10[10]
Via Francigena
Per il concentrico di Alpignano passa la mwas4Via Francigena, ramo del mwas8Moncenisio, dirigendosi successivamente verso mwataCollegno e poi mwateTorino, lungo la direttrice di Corso Francia.cite-ref-11[11]
Società
Evoluzione demografica
A partire dal 1961 ad oggi, la popolazione residente si mwatkè quasi triplicata.
Abitanti censiticite-ref-12[12]
Etnie e minoranze straniere
1. Romania, 438
2. Ghana, 45
3. Nigeria, 44
4. Gambia, 41
5. Marocco, 37
6. Guinea, 33
7. Costa d'Avorio, 31
8. Senegal, 24
9. Mali, 21
Cultura
Eventi
Palio dij Cossòt
mwaveSan Giacomo si festeggia il 25 luglio. In questa occasione si corre il Palio mwavidij Cossòt lungo le vie del centro storico, in occasione del quale quattro rappresentanti dei rispettivi borghi del paese si sfidano in una corsa per le vie del centro storico portando a spalle delle zucche cave piene d'acqua: il vincitore sarà decretato in base all'ordine d'arrivo e al volume d'acqua risparmiato.
Proprio la statua del santo patrono, che lo vede portare con sé un bastone da passeggio con appese alcune zucche, ha fatto sì che un tempo gli alpignanesi venissero chiamati, dagli abitanti dei paesi vicini, mwavqmangia cusot (tradotto dal mwavupiemontese: mangiatori di zucche).
Biblioteca
Ad Alpignano è presente dal 1965 la biblioteca "Caduti per la libertà", in onore del sacrificio dei combattenti mwavgpartigiani. Dal 1996 è situata in un'ex-fabbrica di lampadine posseduta da mwavkAlessandro Cruto, rinnovata nel 2017 per ampliare lo spazio multimediale e dedicato ai ragazzicite-ref-15[15].
Economia
La "città delle lampadine"
Verso la fine del XIX secolo il comune fu sede di una radicale trasformazione con un notevole impulso all'industrializzazione. Nel mwawe1885 fu edificata, su un'area precedentemente occupata dai mulini del conte Revelli e su parte del greto della mwawiDora, la prima fabbrica di mwawmlampadine a incandescenza, la Società Italiana di Elettricità Sistema Cruto. Con pochi mezzi, ma con l'utilizzo di geniali strumenti da lui inventati, mwawqAlessandro Cruto riuscì ad ottenere lamine di mwawucarbonio omogenee in grado di sostituire il mwawybambù carbonizzato, fino ad allora adottato, come filamento per le lampadine.
Nel mwawg1927 la mwawkPhilips rilevò la fabbrica, iniziando una produzione di massa, che segnò il destino industriale di Alpignano, vocazione ulteriormente consolidatasi nel mwawodopoguerra con la creazione di nuove industrie, soprattutto meccaniche.
Ora sul territorio comunale sono presenti attività industriali legate principalmente al settore metalmeccanico e meccanico, oltre che a quello agricolo. Con l'aumento esponenziale della popolazione si è resa necessaria la costruzione di nuove case che hanno dato luogo alla formazione di nuovi quartieri: l'elegante Belvedere, verso mwaxuRivoli, ed altri, come il quartiere Sassetto, verso mwaxyPianezza.
Negli ultimi anni Alpignano ha subito una forte diminuzione della sua attività industriale, dovuto soprattutto al ridimensionamento attuato dalla Philips ed alla chiusura, nel mwaxg2006, di quella che fino ad allora era rimasta la maggiore fabbrica del territorio alpignanese, la Borgo.
Infrastrutture e trasporti
Alpignano è attraversata in direzione est-ovest dalla mwaxsStrada Statale 24 che collega mwaxwTorino con il mwax0Colle del Monginevro.
Il paese è servito dalla mwax8linea ferroviaria Torino-Modane e dalle linee di autobus mwayaGTT nº 32 e 36/N, nonché da alcune linee della ditta di autotrasporti Gherra, che collegano il comune con i comuni limitrofi di mwayeValdellatorre, mwayiGivoletto e mwaymCondove.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 26 aprile 1945 | 30 marzo 1946 | Emilio Chiri | Coalizione di Sinistra | Sindaco | [ 16 ] |
| 31 marzo 1946 | 22 giugno 1951 | Emilio Chiri | Coalizione di Sinistra | Sindaco | |
| 23 giugno 1951 | 3 agosto 1951 | Aldo Gurlino | Coalizione di Centro-sinistra | Sindaco | |
| 4 agosto 1951 | 16 giugno 1956 | Teresio Conti | Coalizione di Sinistra | Sindaco | |
| 17 giugno 1956 | 6 novembre 1960 | Teresio Conti | Coalizione di Sinistra | Sindaco | |
| 7 novembre 1960 | 6 febbraio 1965 | Teresio Conti | Coalizione di Sinistra | Sindaco | |
| 7 febbraio 1965 | 25 gennaio 1968 | Teresio Conti | Coalizione di Sinistra | Sindaco | |
| 26 gennaio 1968 | 12 giugno 1970 | Giuseppe Bertoli | Coalizione di Centro-sinistra | Sindaco | |
| 13 giugno 1970 | 21 luglio 1975 | Ernesto Cullino | Coalizione di Centro-sinistra | Sindaco | |
| 22 luglio 1975 | 11 giugno 1980 | Ernesto Cullino | Coalizione di Centro-sinistra | Sindaco | |
| 12 giugno 1980 | 9 settembre 1985 | Emanuele D'Angella | Coalizione di Centro-sinistra | Sindaco | |
| 10 settembre 1985 | 25 giugno 1990 | Valeria Galliano | Coalizione di Centro-sinistra | Sindaco | |
| 26 giugno 1990 | 25 febbraio 1991 | Valeria Galliano | Coalizione di Centro-sinistra | Sindaco | |
| 26 febbraio 1991 | 6 maggio 1995 | Giuseppe Accalai | Coalizione di Centro-sinistra | Sindaco | |
| 7 maggio 1995 | 2 febbraio 2004 | Giuseppe Accalai | Coalizione di Centro-sinistra | Sindaco | [ 17 ] [ 18 ] |
| 3 febbraio 2004 | 26 giugno 2004 | Romilda Tafuri | | Commissario straordinario | [ 19 ] |
| 27 giugno 2004 | 23 maggio 2006 | Gian Luca Pinzi | Coalizione di Centro-sinistra | Sindaco | [ 20 ] [ 21 ] |
| 24 maggio 2006 | 11 giugno 2007 | Sergio Andreotti | Coalizione di Centro-sinistra | Vicesindaco | [ 22 ] |
| 12 giugno 2007 | 16 febbraio 2011 | Sergio Andreotti | Coalizione di Centro-sinistra | Sindaco | [ 22 ] |
| 17 febbraio 2011 | 29 maggio 2011 | Silvana Elena Coviello | | Commissario straordinario | [ 23 ] |
| 30 maggio 2011 | 20 giugno 2016 | Gianni Da Ronco | Sinistra Ecologia Libertà (SEL) | Sindaco | [ 24 ] |
| 20 giugno 2016 | 28 dicembre 2019 | Andrea Oliva | Lista civica Il laboratorio delle idee | Sindaco | |
| 29 dicembre 2019 | 4 ottobre 2020 | Paolo Accardi | | Commissario straordinario | |
| 5 ottobre 2020 | in carica | Steven Giuseppe Palmieri | Lista civica Facciamo squadra per Alpignano | Sindaco | |
Gemellaggi
Alpignano è gemellata con:
• mwabcFontaine;
ed è legata con patti di amicizia e rapporti di collaborazione con le città di:
• mwabwBiałogard;
• mwab8Gourcy;
• mwaciMontana;
• mwacuSmalcalda
Sport
• Alpignano dispone di un centro sportivo e di diversi impianti dedicati alle varie discipline, tra cui un campo di mwacktiro con l'arco e il campo da calcio “Salvador Allende”, campo di casa dell'U.S.D. Alpignano
Note
cite-note-11. min. 280 m - max. 370 m
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-22. mwadumwadymwadcBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwadgdemo.istat.it, mwadkISTAT.
cite-note-divamm-sismica-32. mwad0mwad4mwad8Classificazione sismica (mwaeamwaeeXLS), su mwaeirischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwaeymwaecmwaegTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaekmwaeoPDF), in mwaesciterefmwaewLeggemwae0 mwae426 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwae8Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwafa 151. mwafeURL consultato il 25 aprile 2012 mwafi(archiviato dall'mwafmurl originale il 1º gennaio 2017).
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Voci correlate
• mwaqkDora Riparia
• mwaqsProvana
• mwaq0Andrea Provana
• mwaq8Alberto Tallone
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.alpignano.to.it.
• citerefsapere-itAlpignano, su sapere.it, De Agostini.